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Licenziamento Illegittimo: Risarcimento e Termini di Impugnazione

Guida pratica: differenze tra Art. 18 e Jobs Act, calcolo dell'indennità dopo le sentenze della Consulta e il termine perentorio di 60 giorni.

Di CDC Law/
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Licenziamento illegittimo: cosa spetta e cosa fare

Ricevere una lettera di licenziamento è un evento che impone decisioni rapide. In Italia la tutela contro il licenziamento illegittimo è robusta, ma i termini per agire sono brevi e perentori: lasciarli scadere significa perdere qualsiasi diritto, indipendentemente dalla fondatezza delle proprie ragioni.

Il primo elemento da verificare è la data di assunzione, perché la disciplina applicabile cambia radicalmente a seconda di quando si è stati assunti e delle dimensioni dell'azienda.

Il regime pre-Jobs Act: Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori

Chi è stato assunto prima del 7 marzo 2015 in un'azienda con più di quindici dipendenti è tutelato dall'Art. 18 della Legge 300/1970. Questa norma, nella sua versione successiva alla Riforma Fornero del 2012, distingue le conseguenze a seconda del tipo di vizio del licenziamento.

Il licenziamento discriminatorio — fondato su ragioni di sesso, razza, religione, orientamento politico, attività sindacale — comporta la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento integrale del danno, senza alcun tetto massimo. La reintegrazione è il rimedio più incisivo dell'intero sistema: l'imprenditore è obbligato per legge a riprendere il lavoratore in azienda.

Il licenziamento disciplinare privo di giusta causa o giustificato motivo soggettivo può portare alla reintegrazione oppure a una tutela esclusivamente indennitaria, a seconda della gravità del vizio accertata dal giudice. Il licenziamento per motivi economici (giustificato motivo oggettivo) dichiarato illegittimo comporta nella maggior parte dei casi un'indennità tra dodici e ventiquattro mensilità, salvo che il fatto posto a base del licenziamento non sussista affatto.

Il regime Jobs Act: D.lgs. 23/2015

Chi è stato assunto dopo il 7 marzo 2015 è soggetto al sistema delle tutele crescenti introdotto dal Jobs Act. La reintegrazione è residuale, limitata ai licenziamenti discriminatori e ad alcune ipotesi di licenziamento disciplinare in cui il fatto contestato non esiste materialmente.

Per tutti gli altri casi di illegittimità, la tutela è esclusivamente economica: l'indennità è calcolata sulla base dell'anzianità di servizio, con meccanismi che la Corte Costituzionale ha però profondamente riformato.

La svolta della Corte Costituzionale

Con la sentenza n. 194/2018, la Consulta ha dichiarato incostituzionale il meccanismo automatico del Jobs Act che calcolava l'indennità in modo rigido (due mensilità per anno di servizio). Il sistema automatico non è sopravvissuto al vaglio di costituzionalità: il giudice oggi dispone di piena discrezionalità nella determinazione del risarcimento, valutando il numero di dipendenti dell'azienda, il comportamento delle parti, le circostanze del licenziamento, e le condizioni del mercato del lavoro locale. L'anzianità di servizio è il parametro centrale, ma non è l'unico.

Questo significa che l'esito di un giudizio per licenziamento illegittimo è meno prevedibile di quanto sembri, e che l'assistenza legale nella fase pregiudiziale — la trattativa diretta con il datore di lavoro — è spesso quella che produce i risultati migliori.

I termini: sessanta giorni che non si recuperano

Indipendentemente dal regime applicabile, il licenziamento deve essere impugnato entro sessanta giorni dalla comunicazione, con un atto stragiudiziale — una lettera inviata via PEC o raccomandata A/R al datore di lavoro. Questo termine è perentorio: se scade senza che l'impugnazione venga inviata, il diritto si estingue definitivamente, qualunque sia l'illegittimità del licenziamento.

Entro i centottanta giorni successivi all'impugnazione stragiudiziale, deve poi essere depositato il ricorso in tribunale, a pena di inefficacia dell'impugnazione stessa. I due termini devono essere rispettati entrambi e in sequenza. In presenza di un licenziamento che si ritiene illegittimo, contattare un avvocato entro la prima settimana dalla comunicazione è la scelta più prudente.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza legale personalizzata.

Sei stato licenziato? Non perdere tempo, i termini sono brevi: info@cdclaw.org.

A cura di

Il team di CDC Law

Studio Legale — Roma

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